L'incostanza fa parte di me
-che poi qualcuno mi ha detto che è un falso mito quello della mia incostanza,
me l'hanno messo in testa,
lui dice che invece ho dimostrato molta costanza nel corso della mia vita,
a volte rivolta in una direzione errata, ma sempre costanza era-
Beh, a parte questa digressione, sono consapevole di non averla dimostrata in questo blog.
Forse perchè io sostanzialmente ho paura di me,
ho paura di sentirmi
di parlarmi
di ascoltarmi
di conoscermi
di riconoscermi
ed anche di mostrarmi
La scrittura da sempre è stata il mio alter ego,
a volte sfogo
a volte divertimento
a volte puro delirio
altre ancora realtà
non c'è luogo in cui io sia più vera di un foglio di carta sporcato d'inchiostro.
Ma da qualche anno qualcosa è cambiato.
Io orgogliosamente grido di esser uscita quasi indenne da un disturbo alimentare,
ed è vero,
ogni giorno mi stupisco della mia nuova-me che riesce quasi a non accorgersi di averlo avuto,
eppure
eppure ancora riesce a complicarmi la vita
-non più nella stessa forma,
ha dovuto cambiare tattica visto che ormai l'avevo scoperta e resa vana-
Dopo tanti tanti mesi ancora non riesco a capire chi sono, come sono.
Chi sono?
Per anni mi sono vista e conosciuta secondo parametri e punti di partenza sbagliati
( non sto qui a scriver quali e perchè, penso sia chiaro e comunque poco rilevante)
tanto che ora mi servirebbero almeno un'altra infanzia e un'altra adolescenza
per avere piena consapevolezza di me.
E a volte questo mi turba,
mi turba così tanto da farmi perdere ogni punto di riferimento,
tutto diventa un enorme punto di domanda.
Quando scrivo è così, e ciò mi porta ad evitare questo mondo alternativo.
Ecco questo è il mio stato attuale.
Vivo tutto all'ennesima potenza,
so che fra qualche tempo guardando in dietro
la maggior parte dei pensieri di ora mi sembreranno assurdi,
so che di alcuni mi vergognerò,
so che per altri mi compatirò fastidiosamente,
so che ora non sono molto razionale,
so che vivo di pancia,
so che è meglio che per un po'mi assenti formalmente dal blog,
so che mi devo impegnare.
So che per un po'voglio diventare un soldato:
agisci e non pensare
-solo così riporterai la pelle in patria-
Ringrazio tutti coloro che lasciano segni, anche incisivi, del loro passaggio,
non voglio che vi sentiate sottovalutati e sottostimati da me,
passerò da voi, forse silenziosamente,ma ci sarò.
Ho bisogno di un momento senza di me.